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	<title>DarCas Sandbox</title>
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	<description>Tutto su internet, software e sullo sviluppo</description>
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		<title>Google+ installabile su iPod Touch e iPad</title>
		<link>http://blog.casertano.name/2011/07/31/google-installabile-su-ipod-touch-e-ipad/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 19:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DarCas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Google World]]></category>
		<category><![CDATA[ipad]]></category>
		<category><![CDATA[ipod]]></category>
		<category><![CDATA[plist]]></category>
		<category><![CDATA[tips & tricks]]></category>

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		<description><![CDATA[Come installare Google+ su iPod Touch e iPad con semplici passi e senza dover fare nessun crack o modifica al device]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; float: left" title="google-plus-logo_nuovo" alt="google-plus-logo_nuovo" align="left" src="http://blog.casertano.name/wp-content/uploads/2011/07/google-plus-logo_nuovo.jpg" width="148" height="111" />Tutti erano in attesa dell’applicazione di Google+ per i device di Apple. Ma il fatidico giorno in cui è stato reso disponibile su Apple Store, molti si sono trovati di fronte ad una dura realtà: l’app è compatibile solo con iPhone.</p>
<p>Il come mai della scelta è un mistero, visto che comunque esiste la connessione wireless, tuttavia questa è la realtà e non ci si può fare niente … o forse no?!</p>
<p>In realtà una soluzione al problema c’è. Non è invasiva sull’iDevice, non occorre fare il jailbreak o qualche altro tipo di crack.</p>
<p>Quello che serve è l’app Google+ scaricabile gratuitamente da <a title="Google Plus" href="http://itunes.apple.com/it/app/google/id447119634?mt=8" rel="nofollow" target="_blank">Apple Store</a> ed un software per editare i file .plist di Apple. Io su Windows utilizzo “<a href="http://www.icopybot.com/download.htm" rel="nofollow" target="_blank"><strong>plist Editor</strong></a>”, scaricabile gratuitamente.</p>
<p><span id="more-273"></span>
<p>Le operazioni da eseguire sono le seguenti:</p>
<ol>
<li>Rinomina il file di installazione di Google+, cambiando l’estensione da .ipa a .zip; </li>
<li>Scompatta l’archivio ZIP; </li>
<li>Entra nella cartella Payload; </li>
<li>Entra nella cartella EmSea.app; </li>
<li>Trova il file Info.plist ed aprilo col tuo editor; ad esempio, come consigliavo prima, <strong>plist Editor</strong>. </li>
</ol>
<p>A questo punto ti troverai di fronte ad un file XML. Bisogna fare una modifica e tre cancellazioni.</p>
<p>Vediamo come, tenendo conto che le chiavi sono racchiuse tra i tag &lt;key&gt;&lt;/key&gt; ed il o i valori sono indicati la riga subito dopo:</p>
<ol>
<li>Trova la chiave “<em>LSRequiresIPhoneOS</em>”, e cambia il valore subito successivo da “true” a “false”.       <br /><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="Cattura" border="0" alt="Cattura" src="http://blog.casertano.name/wp-content/uploads/2011/07/Cattura.png" width="308" height="77" /> </li>
<li>Trova la chiave “<em>UIRequiredDeviceCapabilities</em>” e cancella le righe, per intero aventi questi valori: telephony, sms, gps.       <br /><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="Cattura2" border="0" alt="Cattura2" src="http://blog.casertano.name/wp-content/uploads/2011/07/Cattura2.png" width="371" height="133" /> </li>
</ol>
<p>A questo punto mancano solo altri tre passi.</p>
<ol>
<li>Salva il file che hai appena modificato; </li>
<li>Ricompatta il file ZIP; </li>
<li>Rinomia il file cambiando l’estensione da .zip a .ipa. </li>
</ol>
<p>Abbiamo terminato, ora il software è compatibile, oltre che con iPhone, anche con iPod Touch e iPad.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Risolvere il problema del GPS dopo il Jailbreak</title>
		<link>http://blog.casertano.name/2011/02/10/risolvere-il-problema-del-gps-dopo-il-jailbreak/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 21:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DarCas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[gps]]></category>
		<category><![CDATA[ios]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[ipod]]></category>
		<category><![CDATA[jailbreak]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel fare il jailbreak, potrebbe accadere che la funzione GPS o di geo-localizzazione salti; in altre parole potresti trovarti difronte a messaggi del tipo: “Location cannot be determined” o “Cannot Determine Location”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px 5px 0px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="title" border="0" alt="alt" align="left" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/471b76b8f6cb_11C66/MN_iPhone_1.5_-_PanoramaView3D_II_landscape.jpg" width="184" height="139" />Gli iDevice di Apple sono splendidi, ma se vuoi davvero avere degli strumenti potenti devi effettuare il Jailbreak.</p>
<p>Questa pratica permette di saltare tutte le limitazioni impostate da Apple. Non è una pratica illegale, ne serve a violare i diritti d’autore, serve solo a rendere lo strumento più malleabile.</p>
<p>Lo Jailbreak altro non è che una modifica al sistema operativo (o firmware) degli iDevice. </p>
<p>Nel fare questa operazione, potrebbe accadere che la funzione GPS o di geo-localizzazione salti; in altre parole potresti trovarti difronte a messaggi del tipo: “<em>Location cannot be determined</em>” o “<em>Cannot Determine Location</em>”. Servizi come Twitter, Foursquare, Facebook, Google Maps o qualsiasi altro strumento abbia la necessità di recuperare le coordinate geografiche per funzionare, risulterebbe inutilizzabile.</p>
<p>Niente panico, è risolvibile!</p>
<p>La soluzione più semplice è installare “<strong>Location Services Fix</strong>&quot;, un pacchetto presente in Cydia, nella repository di <strong>PushFix</strong>. Tuttavia questa soluzione non è compatibile con tutti alcuni tipi di device, quindi quella che propongo ora è la soluzione da “smanettone” che però funziona sempre.</p>
<p>  <span id="more-267"></span>
<p>Per eseguire il tutto occorre (dando per scontato che tu abbia effettuato correttamente il jailbreak):</p>
<ul>
<li>SSH installato sul tuo device (<strong>OpenSSH</strong> va benissimo); </li>
<li>Un client SSH sul tuo computer; </li>
<li>Un editor di testo tipo “Blocco note”. </li>
</ul>
<p>Prima di tutto creiamo due file di testo. Io sono su <a href="/tags/7/" rel="tag" target="_blank">Windows 7</a> per cui utilizzo “Blocco note”. Nel primo file scriviamo:</p>
<p><textarea name="code" class="html" cols="60" rows="10">&lt;?xml version=&quot;1.0&quot; encoding=&quot;UTF-8&quot;?&gt;    
&lt;!DOCTYPE plist PUBLIC &quot;-//Apple Computer//DTD PLIST 1.0//EN&quot; &quot;http://www.apple.com/DTDs/PropertyList-1.0.dtd&quot;&gt;     
&lt;plist version=&quot;1.0&quot;&gt;     
&lt;dict&gt;     
&lt;key&gt;Label&lt;/key&gt;     
&lt;string&gt;net.darcas.locationd&lt;/string&gt;     
&lt;key&gt;ProgramArguments&lt;/key&gt;     
&lt;array&gt;     
&lt;string&gt;/bin/locationd.sh&lt;/string&gt;     
&lt;/array&gt;     
&lt;key&gt;RunAtLoad&lt;/key&gt;     
&lt;true/&gt;     
&lt;/dict&gt;     
&lt;/plist&gt;</textarea></p>
<p>Questo file lo salviamo col nome “<strong>net.darcas.locationd.plist</strong>”. Attenzione, il file va salvato con codifica UTF-8 e l’estensione del file dev’essere “<strong>plist</strong>”, per cui nel scrivere il nome del file mettiamo tutto tra virgolette.</p>
<p>Ora passiamo al secondo file. Salvato quello precedente, creiamo un nuovo documento e dentro scriviamo:</p>
<p><textarea name="code" class="js" cols="60" rows="10">#!/bin/sh
/bin/launchctl unload /System/Library/LaunchDaemons/com.apple.locationd.plist    
/bin/launchctl load /System/Library/LaunchDaemons/com.apple.locationd.plist</textarea></p>
<p>Questo file lo salviamo col nome “<strong>locationd.sh</strong>”. Anche in questo caso, codifica UTF-8 e occhio all’estensione che dev’essere “<strong>sh</strong>”.</p>
<p>Il grosso è fatto, i file sono pronti. Ora dobbiamo solo caricarli nel punto giusto all’interno del nostro iDevice.</p>
<p>Colleghiamoci in SSH al nostro iDevice. Io uso <strong>WinSCP</strong> che è leggero, gratuito e non necessita installazione. Lo scarichi e via.</p>
<p>Una volta effettuato l’accesso, portiamoci in “<em>/Library/LaunchDaemons</em>” ed in questa cartella carichiamo il file “<strong>net.darcas.locationd.plist</strong>”. Assicuriamoci che il file abbia permessi 644 (click destro sul file appena caricato e cerchiamo nelle proprietà).</p>
<p>Ora carichiamo l’altro file, “<strong>locationd.sh</strong>”, nella cartella “<em>/bin</em>”. Questo file dovrà avere permessi 755 per poter funzionare, quindi impostiamoli.</p>
<p>Abbiamo finito!</p>
<p>In pratica il file “<strong>net.darcas.locationd.plist</strong>” esegue il file “<strong>locationd.sh</strong>” che avvia il processo che serve ad attivare la geo-localizzazione del nostro iDevice. Questa operazione avviene ogni qual volta si riavvia il device, infatti di norma il problema si presente all’avvio del sistema.</p>
<p>Riavviamo il nostro iDevice e tutto dovrebbe funzionare a dovere.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>(SBRotator) Rotation Lock Switch pu&#242; creare problemi su iPod Touch</title>
		<link>http://blog.casertano.name/2010/11/01/sbrotator-rotation-lock-switch-pu-creare-problemi-su-ipod-touch/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 19:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DarCas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[cydia]]></category>
		<category><![CDATA[ipod]]></category>
		<category><![CDATA[jailbreak]]></category>
		<category><![CDATA[sbrotator]]></category>

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		<description><![CDATA[Ti capita che l’audio non è presente nei giochi? O non è presente nei video? O non è presente in qualsiasi altra applicazione? L’audio sparisce quando posizioni il tuo iPod Touch in orizzontale (o landscape)? Hai il dispositivo jailbreak-ato ed hai installato SBRotator?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’app <strong>SBRotator</strong> offre la possibilità di far ruotare la SpringBoard di iPhone, iPod Touch così come avviene su iPad.</p>
<p><img style="border-bottom: ; border-left: ; margin: 0px 5px 0px 0px; padding-left: ; padding-right: ; display: inline; float: left; border-top: ; border-right: ; padding-top: " title="springboardrotator" alt="springboardrotator" align="left" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/a1fce3c1a98d_1175F/springboardrotator.jpg" width="102" height="102" />Tuttavia se non correttamente configurato può creare un problema su <strong>iPod Touch</strong>. Non è un problema grave, ma potrebbe farti impazzire.</p>
<p>Si tratta della funzione <strong>Rotation Lock Switch</strong>, che dà l’opportunità di utilizzare il tasto mute di iPhone per bloccare la rotazione delle applicazioni, a prescindere dall’orientamento del dispositivo.</p>
<p>Domanda: cosa succede su iPod Touch, visto che non è munito di tasto mute? Risposta: ha un comportamento imprevedibile.</p>
<p>  <span id="more-262"></span>
<p>Ti capita che l’audio non è presente nei giochi? O non è presente nei video? O non è presente in qualsiasi altra applicazione? L’audio sparisce quando posizioni il tuo iPod Touch in orizzontale (o landscape)? Hai il dispositivo <strong>jailbreak</strong>-ato ed hai installato <strong>SBRotator</strong>?</p>
<p>Allora molto probabilmente devi fare una piccola modifica alle impostazioni di quest’ultimo; nulla di complicato.</p>
<p>Tocca l’icona Impostazioni di iOS.</p>
<p><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="IMG_0106" border="0" alt="IMG_0106" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/a1fce3c1a98d_1175F/IMG_0106.png" width="202" height="302" /></p>
<p>Poi tocca la voce <strong>SBRotator</strong>.</p>
<p><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="IMG_0104" border="0" alt="IMG_0104" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/a1fce3c1a98d_1175F/IMG_0104.png" width="202" height="302" /></p>
<p>A questo punto assicurati che la voce <strong>Rotation Lock Switch</strong> sia disattivata.</p>
<p><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="IMG_0105" border="0" alt="IMG_0105" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/a1fce3c1a98d_1175F/IMG_0105.png" width="202" height="302" /></p>
<p>Fatto questo riavvia l’<strong>iPod Touch</strong> e tutto tornerà alla normalità.</p>
<p><strong>P.S.</strong>    <br /><em>SBRotator è un applicazione disponibile solo su Cydia. Cydia è un’alternativa ad App Store, disponibile solo se si dispone di un dispositivo su cui è stato eseguito lo Jailbreak (ergo, un dispositivo crack-ato).</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Utilizza il tuo iPhone/iPod Touch come se fosse un mouse</title>
		<link>http://blog.casertano.name/2010/10/28/utilizza-il-tuo-iphoneipod-touch-come-se-fosse-un-mouse/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 13:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DarCas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[ipad]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[ipod]]></category>

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		<description><![CDATA[Come utilizzare il tuo iPhone, iPod Touch, iPad come se fosse un touch pad, quindi un mouse per il nostro computer.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px 5px 0px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="title" border="0" alt="alt" align="left" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/6ca4ffdac5c0_C901/mzi.qjdjsqim.175x175-75.jpg" width="83" height="83" />Ho un iPod Touch 4G da circa un mese, e rimango spesso sbalordito per l’innumerevole versatilità di questo strumento.</p>
<p>Di recente mi sono imbattuto in uno strumento che permette di trasformare lo schermo touch degli iDevice in un touch pad.</p>
<p>Lo strumento in questione si chiama Wmouse.</p>
<p>  <span id="more-259"></span>
<p>Per sfruttare questa possibilità, occorre installare l’applicazione sul nostro dispositivo Apple. Ne esistono di due tipo, una <a title="Wmouse" href="http://itunes.apple.com/app/wmouse-iphone-touchpad-for-pc/id384934087?mt=8" rel="nofollow" target="_blank">free</a> ed una a <a title="Wmouse Pro" href="http://itunes.apple.com/app/wmouse-pro-iphone-touchpad/id396356852?mt=8" rel="nofollow" target="_blank">pagamento</a>. La differenza tra le due versioni sta nel fatto che quella a pagamento, oltre alla funzione di mouse, permette anche di:</p>
<ul>
<li>configurare la sensibilità del cursore del mouse; </li>
<li>spegnere, riavviare, disconnettere o mettere in stand-by il computer; </li>
<li>spegnere il computer a tempo; </li>
<li>utilizzare l’accelerometro per muovere il cursore del mouse. </li>
</ul>
<p>Se volete avere tutte queste funzioni in più dovete spendere € 0,79 che poi non è tantissimo. Io onestamente non ne ho bisogno, quindi la versione free mi basta ed avanza.</p>
<p>Occorre anche installare sul computer un programma che funge da server. Una copia è disponibile gratuitamente (a prescindere dalla versione installata sull’iDevice) sul <a title="Wmote Server" href="http://www.ekode.com/wmote.php" rel="nofollow" target="_blank">sito ufficiale</a>.</p>
<p>Una volta scaricato ed installato il programma per il computer, esso si presenta così:</p>
<p><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="Wmote Server" border="0" alt="Wmote Server" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/6ca4ffdac5c0_C901/2010-10-28-14-45-43.png" width="370" height="351" /></p>
<p>Come si diceva prima, questo server è il medesimo a prescindere dalla versione installata sull’iDevice. Se hai deciso di installare la versione free sul tuo dispositivo Apple, allora i comandi relativi a Winamp sono configurabili, ma non utilizzabili dall’applicazione.</p>
<p>Generalmente, non è necessario apportare alcuna modifica. Una volta avviato, passiamo all’applicazione sul nostro gioiellino Apple.</p>
<p>Per funzionare, sia il computer che l’iDevice devono essere collegati alla stessa rete Wireless.</p>
<p>Quando si avvia l’app, questa presenta una schermata “Search for computers” nella quale comparirà la lista di tutti i computer che hanno in esecuzione un Wmouse Server.</p>
<p><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="IMG_0091" border="0" alt="IMG_0091" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/6ca4ffdac5c0_C901/IMG_0091.png" width="200" height="289" /></p>
<p>Una volta individuato, basta toccare sul nome del computer. Nella schermata che si presenta c’è un area sulla quale muovere il dito e due tasti per cliccare. Un vero touch pad, come quello che presente su tutti i notebook.</p>
<p><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="IMG_0092" border="0" alt="IMG_0092" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/6ca4ffdac5c0_C901/IMG_0092.png" width="200" height="289" /></p>
<p>C’è anche un area in alto con la dicitura “Keyboard strokes”.</p>
<p><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="IMG_0092" border="0" alt="IMG_0092" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/6ca4ffdac5c0_C901/IMG_0092_3.png" width="202" height="33" /></p>
<p>In pratica, tutto quello che si scrive in questo campo, viene trasferito sul computer.</p>
<p>Non è la soluzione definitiva al mouse, ma in alcune condizioni può essere molto utile, ad esempio quando si fanno presentazioni.</p>
<p><a title="Wmouse" href="http://itunes.apple.com/app/wmouse-iphone-touchpad-for-pc/id384934087?mt=8" rel="nofollow" target="_blank"><img style="margin: " src="/pub/app-store-badge.gif" /></a></p>
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		<title>Controllare WordPress dal tuo terminale Apple iOS</title>
		<link>http://blog.casertano.name/2010/10/16/controllare-wordpress-dal-tuo-terminale-apple-ios/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 13:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DarCas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://blog.casertano.name/2010/10/16/controllare-wordpress-dal-tuo-terminale-apple-ios/</guid>
		<description><![CDATA[Grazie all'app di Wordpress è possibile gestire il nostro blog personale dal nostro iPhone, iPod Touch e iPad.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px 5px 0px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="title" border="0" alt="alt" align="left" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/485334bfedcf_B007/3361413196_53c355e34c.jpg" width="123" height="125" />Avere la possibilità di gestire il proprio blog senza dover necessariamente accedere alla piattaforma WordPress può essere molto utile, specialmente per chi non ha sempre la possibilità di aprire un browser o un software client per gestirlo.</p>
<p>Sebbene può non essere comodo scrivere un intero post (anche se questo può dipendere dal terminale utilizzato), gestire i commenti può risultare molto comodo.</p>
<p>Per iPhone, iPod Touch e iPad è disponibile l’applicazione ufficiale.</p>
<p>  <span id="more-258"></span>
<p>Dopo aver installato l’applicativo di poco più di 4 MB, si presenterà la schermata di benvenuto che permette di creare un nuovo blog su wordpress.com, o gestirne uno su WordPress.com o uno basato su WordPress.</p>
<p>La procedura per gestire un blog già esistente, sia esso su WordPress.com o su uno spazio web personale, è molto simile. Nel secondo caso in più va solo indicato l’indirizzo web dove è ospitato il blog.</p>
<p><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="title" border="0" alt="alt" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/485334bfedcf_B007/IMG_0055.png" width="602" height="289" /></p>
<p>Una volta indicate le informazioni e confermatele, ci troveremo di fronte ad una dashboard che ci permetterà di gestire i commenti, i post e le pagine. La prima schermata presenta i commenti ai nostri post.</p>
<p><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="title" border="0" alt="alt" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/485334bfedcf_B007/IMG_0057.png" width="202" height="289" /></p>
<p>I commenti possono essere approvati o meno, come è possibile segnalarli come spam. Si ha anche la possibilità di replicare al commento.</p>
<p><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="title" border="0" alt="alt" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/485334bfedcf_B007/IMG_0058.png" width="202" height="289" /></p>
<p align="left">I post possono essere modificati. Per ogni post è possibile vedere tutti i commenti ad asso collegati. Al post è possibile aggiungere immagini (dalla libreria o scattare una foto) e video (girati “al volo”). C’è anche la possibilità di vedere una Preview del post e di modificare le impostazioni del post stesso (data e password).</p>
<p align="left"><img style="margin: ; padding-left: ; padding-right: ; display: inline; padding-top: " title="title" alt="alt" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/485334bfedcf_B007/IMG_0061.png" width="600" height="574" /></p>
<p align="left">Le pagine possono essere modificate. Alla pagine è possibile aggiungere immagini e video, così come per i post.</p>
<p><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="title" border="0" alt="alt" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/485334bfedcf_B007/IMG_0067.png" width="602" height="289" /></p>
<p>L’applicazione presenta ancora qualche bug, avvolte si blocca, tuttavia nell’insieme è molto utile ed il team di sviluppo Automattic rilascia aggiornamenti frequenti… sono fiducioso!</p>
<p><a href="http://itunes.apple.com/it/app/wordpress/id335703880?mt=8" rel="nofollow" target="_blank"><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="title" border="0" alt="alt" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/485334bfedcf_B007/app-store-badge.gif" width="199" height="65" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un Access Point Wi-Fi gratuito per i nostri dispositivi wireless con Windows 7</title>
		<link>http://blog.casertano.name/2010/10/15/un-access-point-wi-fi-gratuito-per-i-nostri-dispositivi-wireless-con-windows-7/</link>
		<comments>http://blog.casertano.name/2010/10/15/un-access-point-wi-fi-gratuito-per-i-nostri-dispositivi-wireless-con-windows-7/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 18:21:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DarCas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microsoft Windows]]></category>
		<category><![CDATA[7]]></category>
		<category><![CDATA[access point]]></category>
		<category><![CDATA[wireless]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.casertano.name/2010/10/15/un-access-point-wi-fi-gratuito-per-i-nostri-dispositivi-wireless-con-windows-7/</guid>
		<description><![CDATA[Se disponi di un computer con antenna wireless e Windows 7, sappi che puoi sfruttare queste cose per implementare un Access Point a costo zero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La connettività Wi-Fi è ormai richiesta praticamente da ogni dispositivo multimediale: notebook, netbook, tablet, cellulari e palmari.</p>
<p><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="title" border="0" alt="alt" align="left" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/57c34056d330_F5E7/se-fh-concept.jpg" width="189" height="110" />Avvolte, però, non è possibile avere una connessione per ogni dispositivo o non si dispone di una wireless, ma ci si connette ancora tramite apparecchi cablati o le cosiddette “chiavette”.</p>
<p>La soluzione è semplice, ma non sempre economica: acquistare un router wireless che abbia funzionalità di Access Point.</p>
<p>Tuttavia, se disponi di un computer con antenna wireless e <a href="/index.php/tags/7/" rel="tag" target="_blank">Windows 7</a>, sappi che puoi sfruttarlo per implementare un Access Point a costo zero (o quasi).</p>
<p>Lo puoi fare “manualmente” configurando le impostazioni di <a href="/index.php/tags/7/" rel="tag" target="_blank">Windows 7</a> (cosa non sempre semplicissima), o affidarsi a <strong>Connectify</strong>.</p>
<p>  <span id="more-255"></span>
<p>Il software in questione è gratuito e scaricabile collegandosi al sito <a href="http://www.connectify.me" rel="nofollow" target="_blank">www.connectify.me</a>. Il file è grande poco più di 2 MB, ma consente di sfruttare la funzionalità nativa di <a href="/index.php/tags/7/" rel="tag" target="_blank">Windows 7</a> di condividere la connettività tramite un’antenna wireless (forse avrai notato <em>Microsoft Virtual Miniport Adapter</em> tra le tue periferiche di rete).</p>
<p>Dopo un’installazione praticamente autonoma, si avvia il programma che si presenta con una schermata molto semplice.</p>
<p><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="title" border="0" alt="alt" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/57c34056d330_F5E7/2010-10-15-17-47-06.png" width="305" height="490" /></p>
<p>Cliccando su <strong>Easy Setup Wizard,</strong> si avvia una procedura guidata molto semplice.</p>
<p><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="title" border="0" alt="alt" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/57c34056d330_F5E7/2010-10-15-19-43-56.png" width="640" height="445" /></p>
<p>In sequenza ci permette di:</p>
<ul>
<li>Selezionare la periferica Wi-Fi tramite la quale la nostra connettività viene messa “on-air”. Nel caso in cui il computer abbia un’unica periferica adatta a tale scopo, il wizar salta questo step; </li>
<li>Selezionare il nome da dare alla nostra rete, per poi indentificarlo quando si sceglie di connettere le altre periferiche wireless; </li>
<li>Selezionare la modalità di condivisione della rete. Generalmente anche questa configurazione la fa in automatico, quindi anche questo step viene saltato; </li>
<li>Impostare la password per connettersi alla rete; </li>
<li>Selezionare da che periferiche recuperare la connettività. Ad esempio, se il computer ha una scheda di rete LAN e magari siamo connessi tramite un cellulare in HSDPA, allora in questa schermata selezioneremo il nome della connessione dal cellulare e non la scheda di rete LAN, visto che non è connessa; </li>
<li>La schermata finale fa un riepilogo. Una volta confermato dovremmo attendere che il software configuri il tutto. Quando avrà finito troveremo “on-air” la nostra rete wireless personale. </li>
</ul>
<p><img style="margin: ; padding-left: ; padding-right: ; display: inline; padding-top: " title="title" alt="alt" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/57c34056d330_F5E7/2010-10-15-17-47-06_3.png" width="306" height="152" /></p>
<p>Ad esempio, nel mio caso dovrò trovare una rete Wi-Fi con nome <strong>DarCas</strong> protetta da password (se l’hai dimenticata, clicca sul tasto <strong>View</strong> per visualizzarla, ma occhio alle spalle!).</p>
<p><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: ; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="title" border="0" alt="alt" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/57c34056d330_F5E7/IMG_0053b.png" width="482" height="362" /></p>
<p>Ultima cosa da dire è che non tutti gli adattatori Wi-Fi sono in grado di fungere da Access Point. Un elenco delle periferiche compatibili è consultabile sempre sul sito di <a href="http://connectify.me/docs/supportedcards.html" rel="nofollow" target="_blank">Connectify</a>, anche se la stragrande maggioranza di tutti gli adattatori wireless sono supportati.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come viene visto il tuo sito sull&#8217;iPad?</title>
		<link>http://blog.casertano.name/2010/04/25/come-viene-visto-il-tuo-sito-sullipad/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 17:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DarCas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Developing]]></category>
		<category><![CDATA[global web stats]]></category>
		<category><![CDATA[netbook]]></category>
		<category><![CDATA[viewport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.casertano.name/2010/04/25/come-viene-visto-il-tuo-sito-sullipad/</guid>
		<description><![CDATA[Non è ancora arrivato in Italia ufficialmente, ma l’iPad è già un tormentone. Annunciato come il vero netbook killer (sebbene non sia proprio su quel segmento), la peculiarità di questo prodotto è la capacità di essere sempre connesso ad internet. Ora la questione è: ok, il browser è molto probabilmente Safari, a meno ché Apple [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è ancora arrivato in Italia ufficialmente, ma l’iPad è già un tormentone.</p>
<p><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Apple iPad" border="0" alt="Apple iPad" align="left" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/ComevienevistoiltuositosulliPad_10A34/verizonpreppingtheipad_thumb.jpg" width="240" height="160" /> Annunciato come il vero netbook killer (sebbene non sia proprio su quel segmento), la peculiarità di questo prodotto è la capacità di essere sempre connesso ad internet.</p>
<p>Ora la questione è: ok, il browser è molto probabilmente Safari, a meno ché Apple non decida di aprire le porte anche a Mozilla Firefox, ma il display LED da 9,7 pollici sarà abbastanza ampio per il mio sito o per i siti che sviluppo?</p>
<p>Qualcuno ci ha pensato ed ha provveduto un “emulatore” in rete per testare il viewport dell’iPad.</p>
<p> <span id="more-249"></span>
<p>Basta semplicemente collegarsi al sito <a href="http://ipadpeek.com/" rel="nofollow" target="_blank">iPad Peek</a> e digitare nella barra dell’indirizzo dello pseudo-browser presente nell’interfaccia.</p>
<p><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="iPad-Peek" border="0" alt="iPad-Peek" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/ComevienevistoiltuositosulliPad_10A34/iPadPeek_thumb.png" width="640" height="408" /></p>
<p>A questo punto se sono presenti sia la barra orizzontale che quella verticale, il nostro sito non sarà navigabile in maniera confortevole, perciò occorrerà agire sul viewport di base del template del nostro sito.</p>
<p>Per approfondire l’argomento viewport, forse è maglio se dai un occhiata all’articolo <a title="Global Web Stats" href="http://blog.casertano.name/2007/05/30/global-web-stats/" target="_blank">Global Web Stats</a>, che ho scritto qualche anno fa, ma che è fondamentalmente ancora validissimo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Windows 7 GodMode, tutte le funzionalit&#224; in una sola schermata</title>
		<link>http://blog.casertano.name/2010/01/04/windows-7-godmode-tutte-le-funzionalit-in-una-sola-schermata/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 19:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DarCas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microsoft Windows]]></category>
		<category><![CDATA[7]]></category>
		<category><![CDATA[tips & tricks]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.casertano.name/2010/01/04/windows-7-godmode-tutte-le-funzionalit-in-una-sola-schermata/</guid>
		<description><![CDATA[In Windows 7 è stata implementata una finestra che però è nascosta. Evidentemente qualche sviluppatore di Seven sarà tra gli innumerevoli utenti che preferiscono avere tutto sotto controllo, ma che preferirebbero non dover ricorrere ad applicazioni di terzi, che molto spesso sono anche mal fatti. In questo articolo vedremo come attivare la finestra GodMode.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono innumerevoli le applicazioni che permettono di avere sotto controllo tutte le funzionalità dei sistemi operativi Windows in un’unica finestra.</p>
<p>Molto spesso, infatti, queste sono sparse in giro per Windows organizzate in maniera più o meno razionale.</p>
<p>In Windows 7, tuttavia, è stata implementata una finestra che però è nascosta. Evidentemente qualche sviluppatore di Seven sarà tra gli innumerevoli utenti che preferiscono avere tutto sotto controllo, ma che preferirebbero non dover ricorrere ad applicazioni di terzi, che molto spesso sono anche mal fatti.</p>
<p><img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 5px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="GodMode" border="0" alt="GodMode" align="left" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/Windows7GodModetuttelefunzionalitinunaso_11919/GodMode.png" width="250" height="52" />In questo articolo vedremo come attivare la finestra GodMode (modalità dio, un po’ profano come nome, ma rende l’idea!).</p>
<p> <span id="more-247"></span>
<p>Basta seguire i seguenti passi:</p>
<ol>
<li>Scegliere dove creare il collegamento a questa cartella, ad esempio sul Desktop o nella cartella Documenti … dove volete dunque; </li>
<li>Fate click destro in uno spazio vuoto selezionate la voce “Cartella” dal menu “Nuovo”; </li>
<li>Come nome alla cartella date questo “<strong>GodMode.{ED7BA470-8E54-465E-825C-99712043E01C}</strong>” (esattamente come è scritto e senza le virgolette). </li>
</ol>
<p>Finito, questo è tutto!</p>
<p>Come avrete notate, la cartella ha cambiato aspetto ed ora ha la stessa icona dell’icona del Pannello di Controllo.</p>
<p>Aprendola avremo tutte le funzionalità, che sono più di 270, organizzate per categoria.</p>
<p><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; margin-left: 0px; border-top: 0px; margin-right: 0px; border-right: 0px" title="GodMode Folder" border="0" alt="GodMode Folder" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/Windows7GodModetuttelefunzionalitinunaso_11919/GodModeFolder.png" width="640" height="480" />&#160;</p>
<p>Oltre all’utilità di avere tutto sotto mano, potremo anche utilizzare la funzionalità del “Cerca” per trovare il collegamento alla funzionalità utile a risolvere il nostro problema.</p>
<p>Buon GodMode a tutti!</p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aggiornamento sui rapporti relativi alle unit&#224; di link AdSense</title>
		<link>http://blog.casertano.name/2009/12/19/aggiornamento-sui-rapporti-relativi-alle-unit-di-link-adsense/</link>
		<comments>http://blog.casertano.name/2009/12/19/aggiornamento-sui-rapporti-relativi-alle-unit-di-link-adsense/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 12:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DarCas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google World]]></category>
		<category><![CDATA[adsense]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.casertano.name/2009/12/19/aggiornamento-sui-rapporti-relativi-alle-unit-di-link-adsense/</guid>
		<description><![CDATA[In qualità di publisher che utilizza le unità di link sulle sue pagine, le scriviamo per segnalarle che di recente abbiamo risolto un problema relativo ai rapporti che interessava il suo account.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#160;</p>
<p>Gentile publisher,</p>
<p>In qualità di publisher che utilizza le unità di link sulle sue pagine, le scriviamo per segnalarle che di recente abbiamo risolto un problema relativo ai rapporti che interessava il suo account.</p>
<p><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="Google AdSense" border="0" alt="Google AdSense" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/Aggiornamentosuirapportirelativialleunit_B685/guadagnaregoogleadsense1.jpg" width="240" height="119" /></p>
<p> <span id="more-246"></span>
<p>Abbiamo individuato un problema nel modo in cui le entrate dalle unità pubblicitarie erano riportate negli account dei publisher. In alcuni casi le entrate generate dalle sue unità pubblicitarie venivano erroneamente attribuite alle unità di link. Tuttavia, si trattava solo di un problema di visualizzazione nei rapporti e pertanto le entrate complessive e i pagamenti non risultavano interessati. </p>
<p>Abbiamo risolto il problema e di conseguenza ora potrebbe notare leggere differenze quando esamina i rapporti dei mesi precedenti. In particolare, quando genera rapporti distinti per unità di link e unità pubblicitarie, potrebbe notare che le entrate generate dalle unità di link in un dato giorno sono diminuite e che le entrate generate dalle unità pubblicitarie per lo stesso giorno sono aumentate dello stesso importo.</p>
<p>Di nuovo, le assicuriamo che le sue entrate complessive e i pagamenti non sono risultati interessati e che le sono stati accreditati tutte le impressioni e i clic validi. Inoltre, questo problema non ha interessato in alcun modo il rendimento degli annunci. </p>
<p>I suoi rapporti ora riflettono in modo preciso le entrate generate dalle unità di link e dalle unità pubblicitarie. Ci scusiamo per il disagio e la confusione causati.</p>
<p>Cordiali saluti,   <br />Il team di Google AdSense</p>
<p>Google Inc.   <br />1600 Amphitheatre Parkway    <br />Mountain View, CA 94043, USA</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>DNS, OpenDNS e Google Public DNS</title>
		<link>http://blog.casertano.name/2009/12/08/dns-opendns-e-google-public-dns/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 17:37:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DarCas</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-Learning]]></category>
		<category><![CDATA[Google World]]></category>
		<category><![CDATA[dns]]></category>
		<category><![CDATA[google dns]]></category>
		<category><![CDATA[opendns]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.casertano.name/2009/12/08/dns-opendns-e-google-public-dns/</guid>
		<description><![CDATA[Generalmente tutti gli ISP hanno un servizio DNS proprietario, per cui generalmente nessuno fa caso a questa cosa. Tuttavia, esistono servizi DNS gratuiti che offrono velocità e performance di navigazione che anche la connessione internet più costosa non può permettersi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="DNS (Domain Name System) Schema" border="0" alt="DNS (Domain Name System) Schema" align="left" src="http://blog.casertano.name/pub/posts/DNSOpenDNSeGooglePublicDNS_FB59/dns.jpg" width="189" height="158" /> <strong>DNS</strong> è l’acronimo di <strong>Domain Name System</strong> ed è alla base della fruibilità dei contenuti su Internet.</p>
<p>Per sintetizzare, il DNS funziona più o meno come la rubrica telefonica del nostro cellulare. </p>
<p>Ai più sarebbe impossibile ricordare i numeri di telefono di tutti quelli che si conoscono. Mentre risulta più semplice sapere chi si vuole chiamare; quindi se voglio telefonare Bianchi, vado nella rubrica, seleziono il nome Bianchi ed il cellulare esegue una <em>conversione</em> da numero a numero di telefono.</p>
<p>Fa anche il lavoro inverso, alla ricezione della telefonata, il cellulare, sulla base delle informazioni memorizzate nella rubrica, fa un <em>conversione</em> da numero a nome.</p>
<p> <span id="more-245"></span>
<p>Il DNS fa esattamente la stessa cosa, in questo caso non tra nome e numero di telefono, ma tra <strong>nome di dominio</strong> (o <strong>domain name</strong>) ed <strong>indirizzo IP</strong> (o <strong>IP Address</strong>). L’operazione di conversione da dominio a IP si chiama <strong>risoluzione</strong>; da IP a dominio, <strong>risoluzione inversa</strong> (<a title="Internet Working with TCP/IP" href="http://blog.casertano.name/2008/01/23/internet-working-with-tpcip/" target="_blank">clicca qui per saperne di più</a>).</p>
<p>Generalmente tutti gli <a title="Wikipedia: Internet Service Provider" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet_service_provider" rel="nofollow" target="_blank">ISP</a> hanno un servizio DNS proprietario, per cui generalmente nessuno fa caso a questa cosa. Tuttavia, esistono servizi DNS gratuiti che offrono velocità e performance di navigazione che anche la connessione internet più costosa non può permettersi.</p>
<p><a href="http://www.opendns.com/" rel="nofollow" target="_blank"><strong>OpenDNS</strong></a> è ottimo da questo punto di vista. Oltre ad offrire una risoluzione molto rapida, offre anche la possibilità di controllare le funzionalità del server DNS stesso. Grazie a queste impostazioni (fruibili previa registrazione gratuita) possiamo controllare i siti accessibili, filtrare i contenuti, vedere le statistiche delle nostre attività su internet, e tanto altro ancora, come la gestione degli IP dinamici.</p>
<p>In questo scenario è entrato <strong><a href="http://code.google.com/intl/it-IT/speed/public-dns/" rel="nofollow" target="_blank">Google Public DNS</a></strong>. </p>
<p>Il servizio DNS di Google non offre nient’altro che il servizio DNS. Non offre possibilità di personalizzazione, non offre controllo, ne filtri e ne statistiche … niente, offre solo il servizio di risoluzione dei nomi di dominio. Forse è proprio questo il punto di forza di Google Public DNS. I tempi di risoluzione degli indirizzi <strong>sono talmente rapidi</strong> da lasciare quasi stupefatti. Sembra quasi che la connessione internet vada più veloce, e questa sensazione è splendida.</p>
<p>Altra chicca del servizio Google Public DNS è nel <strong>meccanismo di aggiornamento della cache</strong> del server DNS. </p>
<p>Ogni qual volta un terminale fa una richiesta DNS, il server fa una ricerca nel database e, trovato il record, lo restituisce al terminale. Potenzialmente, un terminale può effettuare, in tempi brevi, altre richieste della stessa risorsa, perciò il server DNS tiene in memoria cache il risultato, così da velocizzare le successive risposte (un po’ come l’elenco delle ultime chiamate del nostro cellulare). Tuttavia, questi dati non rimangono per sempre in memoria cache, ma <strong>hanno una tempo di vita</strong>. Questo tempo è chiamato TTL (Time-to-live, <em>ndr.</em>) ed è variabile a seconda della tipologia di richieste e ad altri fattori.</p>
<p>Google Public DNS invece esegue in maniera indipendente le richieste dei nomi di dominio presenti nella sua memoria cache. In questo modo i dati presenti in essa <strong>non scadono mai</strong> e sono sempre disponibili per i terminali che effettuano la richiesta.</p>
<p>La scelta finale su quale dei due – OpenDNS o Google Public DNS – utilizzare è abbastanza soggettiva e <strong>dipende dalle esigenze</strong>, ma credo che <strong>per l’utente medio</strong>, forse quello di Google è decisamente più utile; mentre per configurare i servizi annessi a OpenDNS, occorre un minimo di know-how.</p>
<p><a href="https://store.opendns.com/setup/" rel="nofollow" target="_blank">Configurare OpenDNS</a> – <a href="http://code.google.com/intl/it-IT/speed/public-dns/docs/using.html" rel="nofollow" target="_blank">Configurare Google Public DNS</a></p>
]]></content:encoded>
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