Aste al ribasso, come funzionano?

La più grande asta presente sul web è eBay, chi non la conosce. Il meccanismo è molto semplice: una volta iscritti, si ha la possibilità di mettere in vendita all’asta un qualsiasi oggetto. Se lo aggiudica l’utente che avrà offerto di più. Si ha anche la possibilità di stabilire il prezzo minimo o di riserva; se l’asta non raggiunge il minimo, la vendita non avviene.

Da un pò di tempo a questa parte, stanno proliferando su internet le Aste al ribasso: Come funzionano? Sono delle truffe? Possono fare del male?

Il principio alla base di queste aste è l’asta al buio al ribasso. L’asta funziona praticamente come un’asta normale, l’unica differenza è che ad essere dichiarato vincitore alla fine dell’asta non è la persona che fa l’offerta più alta, ma la persona che fa l’offerta unica più bassa. Inoltre, è al buio perché solo alla fine dell’asta si è in grado di sapere a quanto è stata aggiudicata l’asta.

Asta la ribasso

Sono famosi i casi eclatanti di utenti che hanno vinto case a circa 500 euro o anche automobili a 200 euro. Altri ancora si aggiudicano oggetti molto costosi a pochi centesimi di euro.

Come funzionano?

Effettivamente, sembra impossibile che un sito possa “vendere” a pochi centesimi cose che valgono anche diverse migliaia di euro. In realtà è possibilissimo se si comprende bene il meccanismo alla base.

Tutte le aste al ribasso permettono a tutti gli iscritti di fare delle offerte. Ogni offerta ha un costo che si aggira, all’incirca, sui 2 euro. Si possono fare più offerte per ogni prodotto. Inoltre, non ci sono mai tantissimi oggetti all’asta, ma sempre un numero relativamente basso, per cui gli utenti si concentrano su pochi prodotti.

Adesso immaginiamo di trovare all’asta un orologio Rolex, del valore di 8.500 €. Ogni offerta costa 2 €, per cui per ammortizzare il costo ci vogliono 4.250 offerte. Su 100 utenti sono circa 42 offerte procapite, per un totale di 82 €. Un intenditore di orologi sicuramente sarà disposto ad investire 100 € per tentare di aggiudicarsi un orologio a pochi euro.

Alla fine il numero di puntate totale, ergo, il numero di soldi spesi per fare offerte, da tutti gli utenti messi insieme, sarà abbastanza da coprire i costi dell’oggetto. Tutto il resto sarà di guadagno.

C’è da tenere in mente che con oggetti dal valore più basso, questo effetto si moltiplica in maniera esponenziale, per cui i guadagni sono sempre assicurati.

Sono delle truffe?

In realtà abbiamo già risposto. Non sembrano essere delle truffe, anche perché sono ancora liberamente aperti in rete e di nuovi nascono a ritmo vertiginoso.

Possono fare del male?

Sebbene in molti siti sia specificato che non si tratti di gioco d’azzardo, in realtà i meccanismi alla basa ricordano molto il concetto di puntata su di un numero per poi sperare che tale numero esca.

Ogni volta che si fa un offerta, un messaggio ci fa sapere se ci stiamo aggiudicando, fino a quel momento, l’asta. E se per caso le cose dovessero cambiare, il sito ci tiene sempre aggiornati.

Tuttavia, il fatto di spendere pochi euro per volta, potrebbe spingerci a puntare e a puntare e a ripuntare; un po’ come avviene con le Slot Machine. Inoltre, fino a quando non puntiamo, non possiamo sapere a che punto è l’asta, per cui ci vuole fortuna – o per lo meno si tenta la fortuna – per trovare il numero unico e più basso.

Anche il timer della scadenza dell’asta invoglia a tentare di azzeccare di nuovo la cifra giusta, e questo potrebbe, pian pian, diventare un laccio adescante.

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